Il noir del maestro Richard Matheson

Autore: Richard Matheson

Editore: Fanucci

Collana: TimeCrime

Formato: Fisico, E pub

Prezzo: € 7,45, Copertina rigida

Pagine: 429

Un libro, un autore, una grande scoperta.

Si, lui lo conosci anche se il nome non ti dice nulla. Adesso lo ricordiamo spesso perché ha inventato il concetto di apocalisse zombie, solo che per lui i cattivi erano vampiri e il protagonista era l’ultimo uomo sulla Terra.

Ovviamente parliamo di Richard Matheson e di Io sono Leggenda, libro che ha un titolo da Nobel. 

Essendo Matheson uno degli scrittori stilisti dell’horror e della fantascienza del ventesimo secolo, ricordiamo come abbia sceneggiato Duel, primo il film di Spielberg, come l’episodio Incubo a seimila metri di Ai confini della realtà sia un suo racconto e una sua sceneggiatura, il fatto che abbia scritto lui Sei millimetri al giorno ed altre amenità di valore paradigmatico della fiction.

Ma a vent’anni, quando seguiva il sogno e si faceva le ossa, ha iniziato con un gruppo di scrittori noir.

No, oggi non parliamo di Io sono leggenda, bensì di una raccolta di racconti lunghi, intitolata in Italia, semplicemente, Noir.

Il libro è un prodotto targato Fanucci e contiene tre storie criminali.

Quando ti chiedi che cosa renda un genere tale, se non parli con qualcuno che ha studiato o che lavora nel settore, ottieni spesso definizioni vaghe, generali. Il noir è il sottogenere del poliziesco dove il protagonista è un tipo autodistruttivo, spesso malavitoso, e lo stesso sistema che lo circonda è corrotto. Il tutto condito da pupe complicate, sparatorie e stalli alla messicana. Il noir raramente finisce con il protagonista sano.

Se per caso pensando ai tuoi gusti ritieni che il noir possa essere un genere che ti va di esplorare, questo libro ha il tuo nome scritto sopra. 

I punti di forza di questo autore sono mostruosi. Prima di tutto la costruzione della suspense: rimane incollato alla realtà come un parassita impedendo al lettore di staccarsi da quella stanza, quella conversazione, quel pezzo di vita. 

I cambi di prospettiva sono esplosivi, costruiscono il ritmo, creano l’impalcatura degli eventi proiettando chi legge nel futuro dei protagonisti e aumentando allo stesso tempo il timore per i possibili diversi esiti delle storie.

I personaggi sono pesanti e ti stupiscono rimanendo credibili, spesso i buoni e i cattivi, soprattutto i pessimi hanno delle leve nascoste che dirotteranno gli eventi. 

Unico neo la suspance in un paio di casi è tirata al parossismo. 

Non è roba per cardiopatici.

Ultima nota sono le risse, gli scontri e le aggressioni: i migliori mai letti.

Difficile descrivere una rissa a parole ma Matheson racconta con ritmo la scena senza farne la telecronaca al rallentatore e facendoti sentire il dolore di un calcio alla tempia.

Probabilmente conosceva bene il tema. Oppure leggeva roba veramente buona.

Perché leggerlo: Vitale, potente, divertente, Noir: un corso di scrittura.

Perché non leggerlo: amanti di tazze di té, gatti e copertine state lontani.     

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