In origine c’era Fantasmagoriana

di F. Camilletti (a cura di)

Editore: Nova Delphi Libri

Collana: Le sfingi

Data di Pubblicazione: giugno 2015

EAN: 9788897376415

ISBN: 889737641X

Pagine: 360

Formato: brossura

Potremmo davvero limitarci a dire “tutto iniziò qui!”. Ma un’opera del genere merita assolutamente maggior attenzione. La celebre antologia di racconti tedeschi dal sapore gotico o sepolcrale pubblicata in francese nel 1812 da Jean-Baptiste Benoît Eyriès viene portata in edizione integrale in Italia nel 2015 grazie agli amici di Nova Delphi edizioni. 

La casa editrice romana e il curatore Fabio Camilletti meritano tutta la gratitudine degli appassionati del genere. Citata, tradotta parzialmente e trasposta su pellicola (avete presente La sposa cadavere di Tim Burton?), nonostante fosse arcinota, per due secoli non è mai stata pubblicata nella sua interezza. 

Per chi non avesse idea di cosa si tratta, ma si è imbattuto casualmente o per curiosità in quest’opera (benvenuto!), diciamo anzitutto che spiegando l’origine del titolo, il contenuto sarà di sicuro chiaro. Le Fantasmagorie erano spettacoli molto celebri nella Francia rivoluzionaria e in epoca napoleonica. L’artista, attraverso una “lanterna magica” inscenava delle apparizioni (in greco phàntasma), dando l’illusione di poter evocare e parlare (in greco àgoreuein) con gli spiriti. Ebbene, quale miglior titolo poteva essere scelto dall’autore per una “Raccolta di storie d’apparizioni di spettri, ritornanti, fantasmi, etc”.

Quanto alla notorietà dell’opera, basti dire che Fantasmagoriana è il libro che, in una giornata piovosa nella ginevrina Villa Diodati era “capitato per le mani” di un gruppo di amici composto da persone del calibro di Lord Byron, Mary Shelley, Percy Bysshe Shelley, John William Polidori. La leggenda, alimentata dai diari e memorie degli amici letterati, vuole che le storie spettrali contenute nell’antologia ispirarono loro una sorta “gioco letterario si società”. Sarebbe stata proprio la lettura di Fantasmagoriana a spingere gli artisti a sfidarsi nella stesura di una storia di fantasmi. 

  • Perché leggerlo: da quel “momento fondativo” (per dirla come il curatore nello splendido e completo saggio introduttivo) nacquero il Frankenstein di Mary Shelley e Il vampiro di John William Polidori. L’inizio di tutto.
  • Perché non leggerlo: come si potrà immaginare, si tratta di storie dall’impianto un po’ datato e ingenuo agli occhi di un lettore moderno, dove lo spavento assume più le vesti dell’inquietudine. Se siete a caccia di adrenalina pura e non vi interessano le origini dell’Horror, lasciate stare.
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