Björnvän Skogsmalare Lund

Ecco qui che inizia il mio percorso. Finalmente sola, anche se sola non sono mai, in
realtà. Finalmente lontana da casa, forse anche troppo… ma libera, come il vento.
Sono Björnvän Skogsmalare, ma potete chiamarmi Lund, se per voi è più semplice da
ricordare. 
Vi starete chiedendo perché una “bambina” così piccola e indifesa si trovi qui, sola, in
una terra straniera, lontana da tutti suoi amici e dalle sue certezze. Chissà che storia
triste nasconde, quali orrori abbia dovuto sopportare. “Forse è l’unica sopravvissuta
ad un eccidio violento?” “Sarà stata rapita e trasportata fino a qui, per essere poi
venduta come schiava o buffona di corte?”. No, non c’è niente di tutto questo nella
mia storia, mi dispiace deludervi, non c’è nulla per cui indignarsi, spaventarsi o
commuoversi.
La mia nascita fu accolta con grande gioia: i festeggiamenti durarono quasi una
settimana (si sa, la mia gente adora far festa), c’erano spettacoli di luci, danze e buon
cibo a volontà. Anche gli animali del bosco erano accorsi per assistere alle
celebrazioni; persino gli orsi, cosa assai rara (e da qui deriva il mio nome!). Ero una
bimba allegra e spensierata, ben voluta da tutto il villaggio, andavo a bene a scuola,
rispettavo le leggi e le tradizioni, adoravo stare con la mia gente e partecipare alla vita
di tutto il villaggio. Ma, con il passare del tempo, sempre più spesso arrivavo in
ritardo alle feste, presa com’ero a passeggiare nella foresta, a contemplare quanta vita
era nascosta in creature tanto piccole da sembrare indifese persino a noi gnomi. Ben
presto i miei genitori per primi e tutto il villaggio in seguito si accorsero della mia
vocazione, e della mia straordinaria capacità di addestrare e capire gli animali.
Quanti piccoli amici avevo, ognuno con la sua storia da raccontare, ognuno così
diverso e irripetibile eppure così intimamente legato a tutti gli altri.
Finite le scuole mi indirizzarono da Azrael, un potente e saggio maestro che viveva in
isolamento sui monti. Sarei diventata l’orgoglio del villaggio, ne sarei diventata la
saggia custode, un giorno. Azrael mi fece scoprire un mondo: non solo la natura
poteva essere studiata, conosciuta e amata, ma le sue forze potevano essere
addirittura controllate e padroneggiate. Mi insegnò il valore delle preghiere e della
meditazione, le tecniche per canalizzare le energie e concentrami. Mi insegnò a
vivere in simbiosi con la natura e a sentirmi veramente parte di essa, uscendo perfino
dal mio corpo.  Apprendevo velocemente e ben presto mi ritenne pronta ad entrare
nella meravigliosa cerchia dei druidi. E così venne il giorno dell’iniziazione, e con essa
la scelta del mio compagno di avventure: Ratta, un gigantesco topo, dagli occhi rossi
e dal pelo ispido. Ad alcuni potrà sembrare una scelta insolita, ma Ratta  è un
abilissimo scalatore con sensi acuti e artigli formidabili. Sa correre velocemente ma
anche nascondersi e agire nell’ombra, è impavido  e fiero ma anche intelligente e
leale. Siamo inseparabili: è il mio amico, le mie  gambe, i miei  occhi e il mio naso,
quando serve. Condividiamo sensazioni, pensieri,  paure e a volte incantesimi.
Progrediamo insieme imparando ogni giorno l’uno dall’altro. Siamo i guardiani dei
boschi:  il nostro scopo è preservare  l’ordine naturale dalle influenze malvagie e dallo
sfruttamento senza fine dì individui senza scrupoli. Una settimana fa circa siamo

arrivati nel bosco di Snakewood per la nostra prima missione: sembra che la natura
sia corrotta  da  entità malvagie.
Che dolore ascoltare le storie dei topolini, degli altri uccelli e degli Scoiattoli della
foresta! Decine di alberi distrutti, la radura, ormai violata, i fiumi inquinati. Ovunque
foglie marce, rami stroncati, cadaveri innocenti, famiglie decimate….e poi la
preoccupazione, il dolore, la mancanza di cibo, la paura…. Insopportabile! Bisogna
assolutamente intervenire, fermare questo male il più presto possibile, e restituire la
calma che appartiene alla foresta e a tutti i suoi abitanti. Le testimonianze parlano di
uno gnomo clown… “come può uno gnomo essere malvagio contro la natura? Noi
viviamo in armonia con essa, chiunque tra la mia gente sa comprendere il linguaggio
degli animali e vive in accordo con le loro leggi…viene insegnato a tutti,sin dalle
prime ore di vita! Che cosa può essere successo, che sia impazzito?”
D’un tratto un fragore improvviso, una specie di squarcio temporale, uno stormo
fugge via e poi… e poi, la Pace. L’aura malvagia sembra scomparsa “che strano”.
Ratta scorge delle tracce nel bosco, le seguiamo. Vanno verso ovest, proprio dove ero
diretta io. Dei tassi quasi ci investono, scappano e non si capisce bene cosa dicono,
sono troppo agitati, meglio nascondersi fra i cespugli e rimanere in attesa. Poco dopo
sento delle voci avvicinarsi, tutte maschili, ed ognuna con un accento diverso. Si
fermano proprio qui, in questo slargo, stanno parlando di un baule. “che baule?Dai,
Ratta, fammi salire sulla tua schiena, così vedo meglio!” “Ecco, sì…ma che gruppo
curioso! Che ci fanno tutti insieme, non hanno nulla in comune fra di loro e
poi…tutti quei cuccioli di umano….e come sembrano spaventati!”—“Ratta spostati
un pochino più avanti, per favore che……ma….che, chi…chi ci ha tirato questo
sasso? C’è mancato poco!Meno male che te ne sei accorto Ratta!, prova ad uscire così
magari se la smettono, non voglio di certo mettermi nei guai con questi viandanti!”
Ratta esce dal cespuglio, velocissimo e attraversa lo slargo rientrando poi nei cespugli
vicini, ma il gruppo non si convince e pensano di tirare altri sassi. “ufff…meglio uscire
allo scoperto e tagliarla corta, non mi sembrano poi così pericolosi”. Preparo un
diversivo ed esco fuori. Il cuore batte all’impazzata, ma mi rassicura un pochino la
vipera che sta sulla spalla di quel giovane più esile e ben vestito. “Parlerò con lui”.
“Perché avete cercato di colpirmi? Stavo solo raccogliendo delle bacche! E chi
siete?che ci fate in questo bosco?” Non vogliono rispondere, il giovane mi propone un
accordo: mi diranno tutto, a patto che io li conduca in un rifugio dove passare la
notte e procuri loro del cibo. Il giovane mi sembra sincero, ma prima chiedo
conferma alla vipera, che prima di rispondermi si consulta con il suo amico. Si sa, le
vipere possono essere un pochino fuorvianti, ma nelle loro parole si nasconde sempre
la verità, bisogna solo saper ascoltare con molta attenzione, dopotutto anche noi
gnomi ci divertiamo a giocare con le parole!
Accetto l’accordo, presento Ratta al resto del gruppo, chiedo il permesso ai signori
cespugli di cogliere delle bacche e conduco l’insolita combriccola in una grotta poco
distante, dove potranno accendere il fuoco con dei rami secchi, ormai caduti. Mi
raccontano la storia della strega e dello gnomo, questi due personaggi malvagi che
hanno rapito i bambini del villaggio vicino per usarli in strani riti sacrificali e che
hanno sconfitto poco prima di incontrarmi. Sembra che hanno richiamato loro le

entità malvagie che stavano distruggendo il bosco decimandone la popolazione.
Hanno trovato questo baule con uno strano simbolo, come di una lumaca,
contenente tante cose fra cui delle ampolle di acido e di acqua santa. Secondo loro la
minaccia non è debellata del tutto e quindi decido di seguirli nel villaggio per
indagare con loro. “Dopotutto non sono poi così male, nemmeno quell’omone che mi
ha tirato il sasso”.
Al villaggio veniamo accolti come eroi e ci avvisano che presto ci saranno dei
festeggiamenti in nostro onore! “Una festa, finalmente”. Poco prima di andare a letto
però irrompono nella locanda degli uomini capeggiati da uno zelante religioso. Ci
insultano e ci accusano di essere empi e di essere la causa di tutte le sciagure, ci
intimano di andare via ma l’omone del posto (si chiama Tordo Ratto) li caccia via a
malo modo. Escono, ma non mi fido granché e chiedo a Ratta di tenerli d’occhio.
Certo, mi preoccupa un po’ dormire senza il mio fedele amico, ma lui se la saprà
cavare certamente!
La mattina seguente io e il giovane con la vipera, Khael, andiamo a fare delle
ricerche in biblioteca dove scopriamo che questo simbolo è legato a qualche culto
antico, che dovrebbe essere estinto da molti anni. Tordo Ratto e l’altro guerriero,
Gunnar vanno non so bene dove…ma non mi interessa, io devo solo scoprirne di più
su questa strega malvagia e poi tornare dal mio maestro. Prima però voglio vedere i
festeggiamenti in nostro onore: hanno chiamato i giocolieri, gli illusionisti, e due
band. “Che bello!!!!Finalmente mi sento a casa!” Inizio a ballare e a farmi trasportare
dalla musica e dall’atmosfera, quando l’allegria viene spazzata via da una pioggia di
sassi che si abbatte sopra i poveri musicisti. Sono gli zelanti, che continuano ad urlare
sermoni e ingiurie contro tutte le altre razze che non siano la loro. I due combattenti
attaccano i seguaci e il capo ottuso; anche Ratta lo morde sul piede, tra qualche
giorno si ammalerà gravemente, ma ben gli sta, a quell’arrogante e prepotente! Kael
parla con quell’odioso prete e lo convince ad aiutarci e a diventare nostro alleato.
Devo ammettere che ci sa fare con le parole, è sempre molto convincente nelle sue
argomentazioni, e poi conosce moltissime cose, si vede ce ha studiato molto!”Noi altri
invece preferiamo parlare con i membri della band, bé i guerrieri ci stanno provando
con le femmine e non stanno scoprendo niente….neanche io del resto, sono distratta
dal cantante, le sue corna sono vere, “che strano…non mi pare esistano animali del
genere…ha anche una coda….devo capire che cosa è”….E’ un tiefling! “Li ho sentiti
nominare dal mio maestro, una volta!.” Lui ricorda tantissime cose e chiediamo
anche a lui se sa qualcosa di questo simbolo. Trasale alla sola vista: si tratta di un
culto antichissimo e pericolosissimo, la storia non è certamente finita qui se questa
divinità decaduta è stata rievocata nuovamente. Sembra che dovrò passare un bel po’
di tempo con questi quattro!

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